Panoramica

Nella Cava di Crestola a Carrara, per Wunderkammer², Laura Veschi presenta Anatomia della Meraviglia, un'installazione fotografica che racconta il marmo non come oggetto ma come mondo. Dalle cave alle gallerie, dai laboratori ai blocchi grezzi: l'istante in cui la pietra, attraversata dalla luce e dal tempo, torna a dire sé stessa.

 

WUNDERKAMMER²

Quarry · Art · Gallery

Testo critico di Roberto Spinetta

Cava di Crestola, Carrara  |  19–20 aprile 2026

«Una buona pratica preliminare di qualunque altra è la pratica della meraviglia.

Esercitarsi a non sapere e a meravigliarsi.»

Chandra Livia Candiani

 

LA PREPARAZIONE AL VIAGGIO

Wunderkammer² nasce da un'intuizione di Alberto Franchi, proprietario della cava-galleria di Crestola: un omaggio al marmo, alle Apuane e al mondo che intorno a questa materia si è costruito nei secoli. La cava non è più soltanto luogo di estrazione, ma diventa spazio culturale, dispositivo di visione. Un luogo in cui la montagna smette di essere solo risorsa e si rivela per ciò che è: memoria, lavoro, identità.

Il percorso si apre alla sede di LITIX spa in località La Piastra, con le opere della serie La soglia del silenzio di Luciano Massari , quattro sculture in marmo bardiglio nuvolato che preparano l'occhio a vedere diversamente, dispositivi di attesa che invitano a rallentare prima dell'ingresso nel ventre della montagna.

 

ANATOMIA DELLA MERAVIGLIA

Il marmo nasce dal mare, ma vive nella montagna: ogni blocco estratto, ogni taglio nella roccia ripete quell'incontro tra l'acqua e la terra, tra la bellezza che scorre e la bellezza che resiste. Su questo mondo rivolge il proprio sguardo Laura Veschi, utilizzando la fotografia per raccontare il marmo non come oggetto ma come mondo, come realtà autonoma, dotata di un linguaggio proprio.

Lo sguardo di Veschi non si ferma alla quiete delle cave. Entra nelle gallerie scavate nella montagna, nei laboratori, tra i blocchi e i detriti, là dove la pietra incontra la mano e la macchina. Anche in questi luoghi della trasformazione, il suo gesto fotografico conserva la stessa sospensione: non celebra la tecnica, ma la osserva come parte del destino della materia. È in questo dialogo tra natura e artificio, tra estrazione e rivelazione, che il marmo rivela la sua duplice essenza: materia che subisce e che resiste, che si offre e si nasconde.

Veschi non documenta un processo produttivo, ma un evento ontologico: l'istante in cui la pietra, attraversata dalla luce, dal gesto e dal tempo, torna a dire sé stessa. Il marmo che nasce dal mare e si fa luce nelle mani dell'artista partecipa della stessa sostanza dei sogni, un sogno pietrificato, eco di una tensione costante tra la solidità della materia e la sua vocazione a diventare visione.

Anatomia della Meraviglia è presentata nell'ambito di Wunderkammer², evento biennale ideato da Alberto Franchi nella Cava di Crestola a Carrara, con testo critico di Roberto Spinetta. L'installazione fotografica di Veschi dialoga nella stessa cava con Spiritus Montis di Filippo Tincolini (prima mondiale di scultura robotica eseguita sulla parete di una cava), La Grande Mela di Michelangelo Pistoletto, White Slave di Giuseppe Veneziano e La soglia del silenzio di Luciano Massari.

 

GLI ALTRI ARTISTI

Michelangelo Pistoletto presenta La Grande Mela (The Reintegrated Apple): una scultura in marmo levigato che porta inscritta la memoria di una separazione, il morso che interrompe la continuità della forma, ricucita da graffe metalliche come sutura che non nasconde la ferita ma la attraversa. Figura del Terzo Paradiso, luogo in cui natura e artificio cercano una forma condivisa.

Laura Veschi presenta Anatomia della Meraviglia, un'installazione fotografica che racconta il marmo non come oggetto ma come mondo: dalle cave alle gallerie, dai laboratori ai blocchi, là dove la pietra incontra la mano e la macchina. Un evento ontologico, l'istante in cui la pietra, attraversata dalla luce, dal gesto e dal tempo, torna a dire sé stessa.

Giuseppe Veneziano presenta White Slave: Biancaneve materializzata nel marmo, seduta sulla sedia Panton, introduce uno scarto ulteriore della meraviglia, quella che nasce dallo slittamento dei linguaggi e dal tradimento del noto.

 

LA SERATA DEL 20 APRILE

Quattromila candele curate da Martinelli Luce trasformano la cava nella scenografia ideale per il Candlelight Quarry Concert: Giuseppe Califano interpreta Piovani, Morricone ed Einaudi tra le gallerie illuminate. La luce artificiale non sostituisce la luce del marmo, ma la rende ascoltabile. Come se tutto fosse disposto per ricordare che la bellezza non coincide con il decoro, bensì con un'apparizione: il momento in cui qualcosa, finalmente, si mostra.

In questa visione, voluta da Franchi Umberto Marmi, la cava si afferma definitivamente come luogo culturale, capace di accogliere linguaggi diversi e di ricondurli a un'esperienza unitaria, dove la materia non è più solo oggetto, ma origine del racconto.

Foto esposizione